
Before who became who, ovvero : piccola guida per scoprire chi o cosa erano molte affermate band prima di raggiungere il successo. Ci affidiamo ad una clashiana “We came from a garageland” come motto e partiamo. Cambi stilistici, cambi nominativi, cambi di formazione : bisogna saper cogliere il cambiamento, l'evoluzione che c'è dietro una rock band prima che diventi tale, molto spesso ignorata per un'evoluzione anteriore, per cercare di tracciare una storia del rock che non sia fine a se stessa. Certo, lunge da queste parole assumersi un ruolo accademico, quello che troverete è solo un input per il semplice fatto che, come l'artista che nomineremo a breve vi direbbe, “le riviste di musica sono scritte da gente che non sa scrivere, che intervista gente che non sa parlare, per gente che non sa leggere”.
Approcciarsi a Frank Zappa per la sottoscritta non è stato facile, come credo non lo sia per chiunque si avvicini alla sua musica. La versatilità, la poliedricità, l'ecletticità sono termini a cui è difficili accostarsi, specie per un orecchio che non sia ben allenato. Ricordo bene però quando il nome di Zappa catturò la mia attenzione: la colpa fu di Oliver Stones e del suo Natural Born Killers. Chi avrà visto il film ricorderà ad un certo punto un'autentica orgia di batterie sovrastata da un sax indemoniato. È il tipo di canzone che non puoi scordarti, ogni colpa di batteria lo senti ripercuotere violentemente nella tua testa. “Drums a go go” fu incisa dagli Hollywood Persuaders. È difficile trovare informazioni sulla band in questione, o piuttosto sulla personalità che si nasconde dietro questo nome : Paul Buff.
Paul era un ex membro dell'Aviazione della Marina americana che, finita la carriera militare, decide di dedicarsi al campo della registrazione prendendo la guida dello studio musicale gestito dal 1959 dalla madre e dal patrigno, la Pal Recording Studios.
Ritorna nella sua terra natia,un pezzzo di terreno compreso tra Los Angeles e San Bernardino, una piccola città i cui abitanti erano beatniks e membri degli Hell's Angels. La controcultura americana assediava Raunch Cucamonga e Paul decide di dare voce a quella generazione aprendo le porte del suo studio e dando inizio ad una sperimentazione sonora che porterà a creare le basi per il suono surf degli anni '60. Tra i primi successi ci sono il singolo dei The Surfaris “ Surfer Joe/ Wipe Out” e quello dei The Chantays “ Move it/Pipeline”. Paul inizia anche comporre le prime proprie canzoni, contando sulle sue capacità polistrumentiste. Sotto il nome di Hollywood Persuarders, incide nel 1963 la strumentale “Tijuana Surf”, con i primi echi di surfismo messicano, e chiede ad il suo amico Frank di comporre il b-side,la fuzziana “Grunion Run”. Venduta alla Art Laboe's Original Sound, la canzone diventa un vero successo locale (i diritti hanno anche pagato la cauzione di Zappa dopo il suo arresto nel 1965), grazie anche alle due versione in cui è stata rilasciata. La versione “Tijuana”, sotto il nome di Los Persuaders, sarà per sedici settimane in cima alla top ten del Messico, rendendo difficile per “I want to hold your hands” dei Beatles raggiungere la vetta.
Zappa arriva negli studi di Cucamonga e subito si crea un certo feeling con Buff : un po' come fu successivamente per Phil Spector e John Lennon, si instaura quel tipo di armonia che può esistere solo tra un grande produttore e un grande musicista. La voglia di sperimentare di Paul unita alla capacità di Frank di andare ben oltre la comune visuale si uniranno varie volte prima che Zappa approdi a Freak Out!, arrivando anche a comprare la Pal Recording Studios. Dopo la vendita, Paul approderà alla Art Laboe's, producendo anche alcuni gruppi come i “Strawberry Alarm Clock” e Frank Zappa diventerà Frank Zappa.
“Drums a gogo” sarà incisa da Paul dopo che alcuni singoli che seguirono “Tijuana Surf” non riuscirono a bissare lo stesso successo. La sua idea era creare un organico formato esclusivamente di batterie, originariamente accompagnate dalla voce di sua moglie Allison, che rilasciò come “Drums”. Non convinto di questa versione, riarrangia il pezzo aggiungendo qualche strumento e sostituendo la parte vocale con un sax. Questa versione, rilasciata come “Drums a gogo” ottiene un successo ancora più grande di “Tijuana Surf”. La canzone fu coverizzata da Sandy Nelson (spesso gli si attribuisce erroneamente la versione originale), batterista che lavorò a stretto contatto con Kim Fowley. Però ecco, magari parleremo di Kim la prossima volta.
Discografia:
Esistono vari bootleg dei lavori di Frank Zappa e Paul Buff, io su tutti consiglio:
Cucamonga Years - The Early Works Of Frank Zappa 1962-1964
Sono registrazioni di canzoni scritte o prodotte da Frank durante gli anni passati nella Pal Recordings Studios di Cucamonga.
Paul Buff presents the PAL and Original Sound studio archives
Serie di 20 volumi che raccoglie tutta la produzione della Pal dal 1959 al 1964.
The Hollywood Persuaders – Drums a go go
L'album è stato rimasterizzato nel 2007 per conto della Air Mail Archive. Da quest'anno è possibile trovare online le versioni originali dell'album.
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2010-07-23
Ho sempre odiato le recensioni. E' un'abilità che mi manca e mi lascia perplessa. Quotidianamente ascolto vari album, dovrei essere in grado di saper scrivere due parole convincenti sul perchè comprare o meno un determinato disco. Resto sempre del parere che l'ascolto è qualcosa di troppo personale per incanalarlo in quattro frasi pseudointellettuali, in seducenti congetture verbali e via dicendo. Quindi, prendete queste righe semplicemente come suggerimenti per rinfrescare le menti in queste torride giornate di un qualunque luglio.
Che la Spagna sia il motore garage europeo degli ultimi anni è ormai una certezza. Los Immediatos, Wau y Los Arggghs, Hollywoood Sinners, Phantom Planet sono solo alcuni dei gruppi che dalla penisola iberica si sono fatti spazio a furia di suoni fuzz, beat, riverberi e urla primitive. Per il 2010 questa tendenza non sembra arrestarsi, ed a inizio anno è stato dato alle stampe un mini-lp co-editato dalla SunnyDay Records e la Action Weekend Records che vi darà un valido motivo per confermare la mia tesi . Il gruppo in questione sono i The Right Nows, un trio di Cedeira, Galizia, che con questo album, otto canzoni tra cui una cover dei Cinecyde “Tough Girls”, esplorano la storia del suono garage. Ben impiantati in quel che fu il garage negli anni '80, non mancano di influenze punk, psicadeliche e quel sapore pop tipicamente 60s. Insomma, immaginate una jam session tra Cynics e Stooges e capirete di cosa parlo. La canzone trainante dell'album, Faces, con la sua malinconica armonica,è un piacevole viaggio in una bolla che sembra catapultata direttamente da una nostalgica Swingin London. Se non è ancora abbastanza, i tre hanno suonato nell'edizione 2009 del Primitive Festival. Più garanzia di ciò!
Per tutti i nostalgici di quel periodo italiano dove sorridere non era un'illusione (è esistita davvero un'Italia così?) consiglio di rispolverare il disco dei Sorrows. Gruppo freakbeat inglese nato dalla mente di quel Don Fardon che, una volta lasciato il gruppo, avrà una carriera solista segnata dal successo della cover di John D. Loudermilk “Indian's reservations” e di “Belfast Boy”, omaggio al calciatore George Best. Ma, tornando ai Sorrows, la band approda nel nostro paese dove otterrà un discreto successo, recitando anche in un paio di film tra il 1966 e il 1967, uno su tutti I Ragazzi del Bandiera Gialla di Mariano Laurenti, dove si esibirono cantando in italiano uno dei loro successi, No No No No. Proprio in Italia avverrà un cambio di formazione della band, entrando Alan Paul Fryers, già conosciuto da noi come componente dei Beau Brummels and his Noble Men, e Chris Smith. Il suono dei Sorrows era martellante, aggressivo, con un forte retrogusto di r'n'b. Una ristampa del loro primo Lp, Take a Heart, è disponibile : con una tracklist di ben 42 canzoni, tra cui molte bonus track delle loro canzoni incise in italiano e tedesco, avrete nelle vostre mani un gioiellino della British Invasion. Fra tutte, segnalo la splendida canzone che dà il titolo all'album, un disperato e sofferto grido di amore che inizia incalzando, quasi paranoico, per poi esplodere in tutta la sua potenza , e la fantastica cover di Joe Turner “Teenage Letter”, interpretata anche magistralmente dai nostri Rippers.
Per chi è rimasto intrappolato nella New York di fine anni '70, consiglio un altra antologia gioiello, “Pop goes the anthology” dei Poppees. La carriera dei Poppees fu breve, ma lasciò un segno indelebile per la scena new wave della già citata New York, marcando quel suono che andrà sotto la voce di Power Pop. In questa antologia curata dalla Bomp! Records (un'etichetta basilare per chiunque si professi cultore della musica) oltre ai singoli “Jealousy”, con i suoi irresistibile coretti pop, prodotta da Cyril Jordan (Flamin Groovies dice qualcosa?) e “If she cries”, troverete versioni demo e live, tra cui una fantastica realizzata in un certo locale dal nome CBGB's. Una nota di merito anche per il b-side del singolo Jealousy, una trascinante cover di She's Got It di Little Richard. Mersey Pop e Rock'n'roll, il miglior cocktail contro l'afa estiva!
di Crizia Giansalvo - http://intothecave00.blogspot.com
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2010-06-25![]()
Stiamo lavorando per realizzare il festival, come potete vedere i lavori proseguono fluidi e veloci, vi aspettiamo a tutti dal 1 luglio.
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2010-06-22![]()
| Info su " NEL NOME DEL ROCK ": | |
| NEL NOME DEL ROCK 2010 www.myspace.com/nelnomedelrockfestival dal 1 al 4 Luglio 2010 dalle ore 18 Parco Barberini - Palestrina (RM) ingresso gratuito stand gastronomico maxischermo per i Mondiali 2010 Programma: GIO 1: - dolcevena - Vondelpark - Patchwork - DRINK TO ME VEN 2: - thin red line - gandhis gunn - Tom Moto - THANK YOU FOR THE DRUM MACHINE SAB 3: - Another Rule - Lebowski Wora Wora Washington ARCHIE BRONSON OUTFIT (UK) DOM 4: - the blues against youth sakee sed the crazy crazy world of Mr Rubik BRANT BJORK (USA) | |
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2010-06-18![]()
Nel Nome del Rock, probabilmente il festival più longevo d’Italia
Forte di ben ventuno edizioni, Nel Nome del Rock dovrebbe essere il festival più longevo d’Italia, se la memoria non m’inganna.
Ad ogni modo, sul suo palco, a Palestrina, a una trentina di km da Roma, sono passati PGR, Marlene Kuntz, Scisma, Morphine, Queens of the Stone Age, Therapy e centinaia di altre band, spesso – grazie alla lungimiranza degli organizzatori – poco prima del loro boom commerciale (come fu per Caparezza, ad esempio).
Come sempre ad ingresso gratuito e come sempre invitando il pubblico a sostenere l’organizzazione mangiando e bevendo negli stand opportunamente allestiti, anche quest’anno gli organizzatori hanno fatto carte false per allestire un’edizione degna del glorioso passato della rassegna, a dispetto di un presente sempre più difficile (economicamente parlando).
Nel cast, quindi, tra gli altri, vi segnaliamo Sake Seed, gli ottimi Thank You For the Drum Machine (da tenere d’occhio assolutamente), gli inglesi Archie Bronson Outfit (sotto contratto con la Domino), e Brant Bjork, alla batteria nei primi tre dischi dei Kyuss (i Kyuss (ovvero Josh Homme, John Garcia e Nick Oliveri).
Non vi basta?
Ecco il programma completo, rigorosomente a ingresso gratuito:
1/7 Dolcevena, Vondelpark, Patchwork, Drin to Me.
2/7 Thin Red Line, Ganghi’s Gunn, Tom Moto, Thank You For the Drum Machine.
3/7 Another Rule, Lebowski, Wora Wora Washington, Archie Bronson Outfit.
4/7 The Blues Against Youth, Sakee Sed, The Crazy Crazy World of Mr Rubik, Brant Bjork
http://www.myspace.com/nelnomedelrockfestival
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2010-06-16Questo articolo ha un tocco
estremamente personale. Anzi, ha dietro una storia personale,un pezzo
di vita. Uno dei tanti che trovi incastrato in altri pezzi che
torneranno presto ad essere nuovamente dei sconosciuti.
Negli ultimi
nove mesi ho vissuto in Spagna, Santiago De Compostela per la
precisione, per via di quella fantastica esperienza che è l'Erasmus.
Poche sere fa,ero seduta sul mio letto e guardavo i flyers di alcuni
concerti tenutesi qui a Santiago. Roy Loney, Daddy O Grande, The
Stems,Untamed Youth.. Mi ricordo ancora il primo concerto, ero arrivata
a Santiago da pochi giorni e su un muro lessi che avrebbero suonato i
Mark And The Spies. Arrivai nel luogo del concerto, una piccola sala
teatro, mi sedetti in completa solitudine a bere una birra e iniziai a
parlare con il ragazzo dietro il bancone, ignara che entro poco sarebbe
stato il responsabile dei chili di vinili extra che devo trasportare
fino in Italia con me. Mi presentarono un dj locale, l'esatta copia
spagnola di Leighton Koizumi e mi regalarono un cd dei Los Coronas.
Intorno a me l'argomento di conversazione era l'ultimo Goner Fest. Si,
da un giorno all'altro mi ero ritrovata dalla piccola Pescara alla
piccola Santiago,ma la differenza, diamine, era incomparabile! Il mio
piccolo angolo di paradiso era lì, ed è stato ad attendermi per nove
lunghi mesi. Ma più sfogliavo le pagine del calendario,più una strana
angoscia prendeva il sopravvento. Sarei presto ritornata a Pescara, la
città provinciale con i suoi locali tutti uguali, con la ricerca
disperata di un djset che fosse differente dagli altri cinquanta, con
le tre solite cover band a rendere triste ogni weekend.
Contemporaneamente, allargavo questo problema a tutto il territorio
italico e, certamente, le notizie che ho letto ogni mattina sullo stato
del nostro paese non facevano che aiutare questa disperazione
pre-partenza.
Poi,un giorno, ho conosciuto una persona. Una dei
tanti italiani da cui ho sempre ben cercato di stare alla larga. Così,
tra una chiacchierata su questo o quel gruppo musicale e una lunga
scalata di un monte in piena resaca, scopro che dietro la suddetta
persona c'è la storia di un festival. Musica.
Il festival in questione è il NNDR – Nel Nome Del Rock, giunto quest'anno alla XXI edizione.
Ecco,
si dà il caso che io abbia visto gli occhi di questo ragazzo viaggiare
contenti mentre raccontava gli artisti che aveva conosciuto, che
avevano suonato (a proposito,alcuni nomi dalle edizioni passate :
Chumbawamba, Fuzz Fuzz Machine, Giorgio Canali, Queens of the stone
age, King Automatic, The (International) Noise Conspiracy, Therapy?...)
per poi vedere la rabbia e la disperazione quando qualcuno dall'alto
stava rendendo impossibile una nuova edizione del festival e la fatica
e la forza per riuscire a renderlo possibile. E ho capito una cosa: è
davvero solo la passione che può permetterci, in questi anni di buio in
cui stiamo sprofondando, di salvarci. É solo liberandoci da ogni tipo
di snobbismo di cui tutti siamo afflitti e supportando anche la più
piccola iniziativa che un giorno usciremo da tutto il letamaio in cui
sguazziamo. Perchè c'è un'Italia differente, c'è un'Italia che non vive
di accontentini, c'è un'Italia che lotta anche per farvi svagare, per
darvi cultura, esperienze indimenticabili, divertimento e soprattutto
tanta,ma tanta buona musica.
La XXI edizione del NNDR si svolgerà
dal 1 al 4 luglio al Parco Barberini di Palestrina (Roma) e tra i nomi
spiccano Drink to Me, Thank You For The Drum Machine, Archie Bronson
Outfit e l'ex Kyuss e Fu Manchu, Brant Bjork. In più avete stand
gastronomico, maxischermo per i Mondiali e dulcis in fundo, l'ingresso
è completamente gratuito.
Quindi, alzatevi e supportate chi smuove
mari e monti per darvi una chance in questo triste Paese e capite che
da dietro quel palco c'è tutto un team di persone che lotta con voi,
prosciugando e alimentando una passione che può essere, e i miei 23
anni mi concedono tutta la positività di questo mondo, l'unica via per
riscattarci.
Da parte mia, un enorme in bocca al lupo ai ragazzi e le ragazze del NNDR!
www.myspace.com/nelnomedelrockfestival
www.nelnomedelrock.com
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2010-06-16
Hai foto del festival degli anni passati?
Vuoi esporle durante la prossima edizione dal 1 al 4 Luglio 2010?
La partecipazione è totalmente gratuita...
Fateci vedere il festival dal vostro punto di vista...
per info: info@nelnomedelrock.it
Le foto vanno consegnate entro il 28 giugno 2010
unica regola: foto su cartoncino nero...formato a vostro piacere.
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2010-06-08
La XXI edizione del festival Nel Nome del Rock ufficializza il cast delle quattro giornate. Dal 1 al 4 luglio al Parco Barberini di Palestrina, con ingresso gratuito, si alterneranno 16 band. Headliner di spicco i londinesi Archie Bronson Outfit e il prode Brant Bjork. Occhio anche ai Wora Wora Washington, alla rivelazione Sakee Sed e ai Thank You For The Drum Machine. Stand gastronimici e maxischermo per seguire i Mondiali di Calcio completano l’immancabile situazione.
Giovedì 1 Luglio
- DRINK TO ME
- Dolcevena
- Vondelpark
- Patchwork
Venerdì 2 Luglio
- Thin Red Line
- Gandhi’s Gunn
- Tom Moto
- THANK YOU FOR THE DRUM MACHINE
Sabato 3 Luglio
- AnotheRule
- Lebowski
- Wora Wora Washington
- ARCHIE BRONSON OUTFIT
Domenica 4 Luglio
- The Blues Against Youth
- Sakee Sed
- The Crazy Crazy World of Mr Rubik
- BRANT BJORK
www.nerdsattack.net
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2010-06-07
La band inglese live al 'Nel Nome del Rock Festival' il 3 luglio
Gli Archie Bronson Outfit tornano in Italia come headliner del "Nel Nome del Rock Festival".
La band inglese si esibirà il prossimo 3 luglio al Parco Barberini di Palestrina (RM) e presenterà dal vivo il nuovo disco "Coconut",
uscito a marzo. La release - prodotta da Tim Goldsworthy (LCD Soundsystem, The Rapture, Hercules & Love Affair) - contiene dieci
tracce sporche di terra e sabbia. Suoni rinchiusi in una scatola di rumori e liberati dopo qualche bello scossone. La voce di Sam Windett
è sommersa da strati di chitarre feroci; le ritmiche si dividono tra brani carichi di riff sporchi e appiccicosi a corse garage contro il muro
del rumore.
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2010-05-27
Sabato 3 Luglio 2010
ARCHIE BRONSON OUTFIT (UK)
in concerto
al NEL NOME DEL ROCK FESTIVAL
Via Arcioni, Palestrina (RM)
www.nelnomedelrock.it
SEGUILI SU
www.archiebronsonoutfit.com
www.myspace.com/archiebronsonoutfit
Tornano in Italia come headliner della terza giornata del Nel Nome del Rock Festival gli Archie Bronson Outfit, a presentare il nuovo disco “Coconut” uscito lo scorso 1 Marzo per Domino Records e prodotto da Tim Goldsworthy (LCD Soundsystem, The Rapture, Hercules & Love Affair).
La band inglese debutta con un primo album, “Fur”, nel 2004, prodotto da Jamie “Hotel” Hince dei Kills (compagni di scuderia su Domino Records). “Fur” è uno splendido esempio di rock ‘n’ roll vintage, privo di fronzoli e con Neil Young nel dna. Il gruppo pubblica poi il secondo album “Derdang Derdang” nell’aprile del 2006, dopo averlo registrato a Nashville in estate con la produzione di Jacquire King. Il disco riceve ottime recensioni, con le riviste Uncut, e Mojo che gli assegnano una valutazione di quattro stelle su cinque. Sempre nel 2006 in estate, calcano la scena del prestigioso festival South by Southwest ad Austin, in Texas, e in dicembre Mojo vota “Derdang Derdang” quinto miglior album del 2006 nella loro usuale classifica annuale, piazzandolo prima di artisti come Cat Power e Sonic Youth. Nel 2007 gli Archie Bronson Outfit si aggiudicano anche il South Bank/Times Breakthrough Award. La band suona come una versione sporca e blues di Franz Ferdinand e Clinic, mischia dissolutezza, libertà di suono, riff ossessivi, voci sbilenche, ritmi ipnotici e psichedelici, tradizione r’n’r, il tutto in dolce assalto sonoro.
“Coconut” è dieci tracce sporche di terra e sabbia. Suoni rinchiusi in una scatola di rumori e liberati dopo qualche bello scossone. La voce di Windett è sommersa da strati di chitarre feroci; le ritmiche si dividono tra brani carichi di riff sporchi e appiccicosi a corse garage contro il muro del rumore. Un lavoro che al contempo risulta omogeneo, ma sfaccettato. Predomina, nell’insieme, un’attitudine garage/post-punk in ogni traccia, capace, in ogni caso, di tenere in bilico ‘Coconut’ tra i tanti rimandi storici e un moderno noise-rock. Da ascoltare anche solo per farsi male alle orecchie, o darsi come una svegliata con acqua gelata.
PER INFO
www.eflive.it
info@eflive.it
MEDIA PARTNER
Music Club www.musicclub.it
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2009-07-04
Members of Morphine with Jeremy Lyons + Langhorne Slim + Vegetable G
Nel Nome del Rock, Palestrina, Roma, 2 luglio 2009
live report di Massimo Garofalo
La musica è una sirena e spesso riesce col suo canto ad ammaliare le persone, a condurle a sé nonostante … nonostante Roma fosse flagellata fino alle 19 da una tromba d’aria, condita da grandine grande come ciliegie. Nonostante a Palestrina è piovuto per quattro ore di seguito, fino dopo le 20, e un ruscello è straripato portandosi un’automobile con sé. Nonostante tutto, siamo in tanti seppure non tantissimi ad esserci radunati per questa serata molto, molto speciale, attratti dalla sirena Musica, che stavolta prende le sembianze dei Morphine (per essere precisi, Members of Morphine with Jeremy Lyons). Proprio come farebbe una sirena, ci prenderà in un incantesimo, ma sarà anche vero amore, sincero, duraturo e ricambiato.
Il festival Nel Nome del Rock, infatti, al suo decimo anniversario balzerà alle cronache internazionali non tanto per essere una passerella per tutti i migliori artisti indie rock di casa nostra e non (Marlene Kuntz, Afterhors, Caparezza, Queens of the Stone Age, CSI, Therapy?, Linea 77 e tantissimi altri), quanto per il palco su cui s’accasciò Mark Sandman per un infarto fulminante.
Dieci anni dopo il festival festeggia il suo ventesimo compleanno (guadagnandosi la palma di uno dei più antichi d’Italia, se non il più antico) e noi siamo di nuovo tutti qui a ricordare il mai abbastanza compianto Sandman, che a 47 anni terminava l’avventura dei Morphine annunciando Super Sexy, compiendo tre passi indietro e smettendo per sempre di far battere il suo cuore.
Ma andiamo per ordine. Il maltempo ha provocato dei comprensibili ritardi sulla tabella di marcia e anche sull’afflusso del pubblico, che è davvero esiguo ad accogliere i Vegetable G, divertenti quando si ricordano che possono suonare (alla grande) delle lunghe divagazioni strumentali, mentre sono poco incisivi nel loro tentativo di coniugare rock ed elettronica, timidamente memori della lezione dei Notwist.
Langhorne Slim è ospite dei Morphine. Non è un gruppo, è un dinoccolato cantante della Pennsylvania (ora di stanza a NY e che ricorda Dan Black dei Planet Funk) accompagnato da un contrabbassista e un batterista; è balzato agli onori delle cronache e delle vendite grazie a un singolo azzeccato, inserito nella colonna sonora del film Waitress. Lui chiede un po’ troppo alle sue corde vocali, ma i tre riescono lo stesso a trasformare il Parco Barberini, dove finalmente sono arrivate un migliaio di persone, in una festa country rock. Al posto della Bud c’è il vino e le bistecche alla brace sono sostituite da trippa e baccalà, ma il tasso di divertimento è lo stesso.
E’ quasi mezzanotte quando appaiono i Morphine sul palco, col bluesman Jeremy Lyons a fare le veci di Sandman. La formazione è sempre la stessa: sax, batteria (dove siede l’immenso Jerome Dupree) e basso a due corde.
Tantissimi grandi classici della band di Boston vengono eseguiti con rigore e passione, con fantasia e totale rispetto per il lavoro di Sandman, in un’atmosfera di timido divertimento, che ben presto si trasforma in autentica commozione quando Dana Colley (sax baritono) legge un messaggio (prima in inglese e poi in italiano) in cui spiega come dieci anni fa, arrivati il giorno prima dello show, ancora non sapevano che questo parco sarebbe per loro diventato un luogo sacro. Stavolta sono arrivati con Billy, il loro manager, mogli e bambini. Da qui in poi lo spettacolo si trasformerà in una vera e propria festa in famiglia, col pubblico a fare gli immancabili cori, le mogli sul palco a ballare e i bambini che timidamente s’affacciano per asciugare il sax di Dana.
Il rock blues dei Morphine – diretto, essenziale, sperimentale ma sempre godibile, magnetico, sexy ed assassino – è attualissimo oggi tanto quanto era innovativo negli anni ’90, quando si conquistò l’attenzione della critica e via via quella del pubblico. In Italia dovette intervenire Carlo Verdone, nel 1995, per dargli attenzione presso il grande pubblico inserendo nel suo Viaggi di Nozze – oltre al solito pezzo di David Sylvian – anche due pezzi dei Morphine, di cui s’era recentemente appassionato (nel film s’ascoltano Honey White, suonata anche stasera, e Super Sexy, ovviamente assente dalla tracklist e che forse non verrà mai più suonata dal vivo).
Have a Lucky Day, Lets Take a Trip Together, Thursday, Honey White e tantissime altri brani persi tra atmosfere fumose, pura energia rock’n’roll, voglia di divertirsi e di divertire, virtuosismi e semplicità disarmante, rispetto per la tradizione e innovazione pura.
Ma soprattutto che rimarranno per sempre scolpiti nei nostri cuori.
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